Una volta ripreso fiato, faccio per tirarmi su ed alzarmi ma Alex mi prende per un braccio delicatamente ma con fermezza. “Aspetta”. Sussurra dolcemente tirandomi a sé. “Resta qui. Dormi con me”. Lo guardo sospirando. “Alex… ti prego”. Mi fissa e sembra rattristito dalla mia risposta. “Negli ultimi giorni sei diverso. Credevo fossi stata chiara sul tipo di rapporto che volevo e tu mi sembravi d’accordo. Anzi eri d’accordo.” Gli dico alzando un po’ la voce. “Hai ragione ma non è colpa se mi sono…”. Lo interrompo poggiandogli l’indice sulle labbra prima che potesse continuare. “No! Non dirlo. Non puoi! Ero stata chiara!” Mi alzo velocemente infilandomi i vestiti e avvicinandomi alla porta per tornare in camera mia. Sento che si alza per raggiungermi ma esco velocemente e mi chiudo la porta dietro le spalle. Ma che cazzo! Perché ha dovuto rovinare tutto? Ci stavamo divertendo e adesso devo anche sentirmi in colpa? Sento una fitta alla bocca dello stomaco e per distrarmi, una volta tornata nella mia camera, decido di guardare una serie tv. Tentativo di distrazione inutile. Il suo sguardo triste e le sue parole, mi perseguitano. Spengo il portatile e vado giù in salone a fumare una sigaretta e bere qualcosa. Grazie Alex! Mi hai rovinato il sonno! Resto sul divano a guardare le fiamme nel camino sperando che presto arrivi Morfeo.
Mi sveglio sentendo dei rumori e mi tiro su. Mi sono addormentata sul divano davanti al camino. Sono i ragazzi che si preparano per andare a fare la spesa. Ha smesso di nevicare ed è il momento giusto per fare scorte vista l’imminente tempesta prevista nei prossimi giorni. Mi alzo avvicinandomi in cucina, saluto gli altri e incrocio lo sguardo di Alex. Non ci diciamo niente, se non un freddo buongiorno di circostanza. Lo guardo fino a che non esce di casa con gli altri. Sospiro e le mie amiche si rendono subito conto che qualcosa non va. Racconto tutto e fortunatamente sono comprensive. Nessuno meglio di loro sa cosa ho passato nella mia precedente relazione. Non mi giudicano ma mi dicono di dare una possibilità all’amore. Di provarci almeno. Scuoto la testa e mi accingo a fare il caffè. Passano un paio d’ore. Con le ragazze abbiamo fatto un po’ di yoga e poi colazione insieme. “Ricomincia a nevicare… dove saranno i ragazzi?” Esclama Susan guardando fuori. Ci rendiamo conto che sono passate quasi quattro ore da quando sono usciti. Eleonor prova a chiamare Ethan ma risulta irraggiungibile. Stessa cosa i cellulari di Alex e Matt. Iniziamo a preoccuparci. La neve cade sempre più fitta ed il vento è sempre più forte. La fitta allo stomaco che sentivo la sera prima torna più forte e l’ansia rende il mio respiro corto. Ma stavolta è diversa la sensazione. Sono preoccupata per i miei amici e… per Alex. Ho il terrore che gli succeda qualcosa e prego ogni divinità esistente che da un momento all’altro si apra la porta. Passano ancora un paio d’ore e svariati tentavi di chiamare ai loro cellulari. Chiamiamo la polizia del paese e ci comunicano che le strade sono invase dalla neve e che non potevano mettersi in moto per cercare i ragazzi. L’unica speranza è che siano rimasti all’interno del supermercato. Susan piange, cerco di consolarla trattenendo a stento le lacrime. All’improvviso sentiamo la porta di casa aprirsi e andare a sbattere contro il muro a causa della furia del vento. Entrano velocemente Matt e Ethan e chiudono a chiave. Non vedo lui! “Dov’è Alex?” Chiedo con non poca preoccupazione nella voce. Ethan mi sorride e guarda dietro le mie spalle. Mi volto e vedo Alex entrare dalla porta che conduce al garage. Senza pensarci corro verso di lui e mi lancio aggrappandomi come fossi un koala. Lui molla a terra quello che aveva in mano e mi stringe. “Ehi, va tutto bene. Sono qui”. Nonostante gli sforzi non riesco a trattenere le lacrime. “Ho avuto paura ti fosse successo qualcosa”. Gli dico tra i singhiozzi. Lui sorride, mi mette giù delicatamente e prende il mio viso tra le mani asciugandomi le lacrime con i pollici. “Sto bene piccola, non è successo niente. Sono qui”. Sussurra dolcemente. Ricambio il sorriso e lo aiuto a togliersi la giacca.
Mi giro e gli altri ci fissano sorridendo. Io divento rossa e abbasso la testa facendogli una smorfia. “Che cavolo è successo? Non siamo riuscite nemmeno a chiamarvi.” Chiede Susan una volta che tutti ci siamo tranquillizzati. “La bufera che era prevista tra qualche giorno arriverà prima. Abbiamo cercato di fare il più veloce possibile per tornare anche se il commesso del supermarket ci aveva consigliato di rimanere lì”. Spiega Matt. Tutti insieme sistemiamo quello che hanno portato. “Direi che siamo a posto per oltre un mese con questa roba”. Dice Alex. “Ah beh se continua così, è certo che rimarremo qui ancora un mese”. Aggiunge Eleonor. Qualcosa dentro di me è cambiata. Serviva una tragedia sfiorata per farmi capire che tengo molto ad Alex? Evidentemente sì. Dopo cena restiamo tutti insieme davanti al camino a bere e chiacchierare e poco per volta vanno tutti a letto. Io e Alex rimaniamo li in silenzio contemplando il fuoco. “Eri davvero preoccupata per me oggi”. Sembra una domanda ma era un’affermazione che ha rotto il silenzio. Mi giro a guardarlo e annuisco con decisione. “Non sono così stronza”. Lui sorride e mi accarezza il viso. “Lo so che non lo sei. Sai, mentre tornavamo in auto pensavo a te. Stamattina non ci siamo detti nemmeno una parola e avevo paura di non rivederti.” Pronuncia queste parole con voce quasi rotta come se avesse paura della mia reazione, uguale alla sera prima. Appoggio la testa sulla sua spalla e sospiro. Forse le mie amiche hanno ragione. Beh lo so che hanno ragione. L’amore merita possibilità, gli uomini non sono tutti uguali. Alex mi bacia sulla fronte. “Io vado a dormire, buonanotte piccola”. Si alza e io lo fermo prendendo la sua mano. “Non ti va di rimanere ancora un po’?” Farfuglio imbarazzata. Mi sento una perfetta idiota ma non volevo che se ne andasse. Improvvisamente non so più parlare? Cristo Santo! Alex si rimette a sedere accanto a me e prende le mie mani tra le sue fissandomi serio negli occhi. “Ascolta Candice, io ti amo. Sì, mi sono innamorato di te. Anche se non vuoi sentirtelo dire! Non dovevo? Beh certe cose non si controllano. E mi dispiace ma non posso comportarmi come se nulla fosse, non ci riesco. Vuoi fare sesso come abbiamo fatto negli ultimi mei? Sarebbe falso adesso e io non sono così. Non voglio certo obbligarti o star qui a convincerti a stare con me sul serio. Ma credo che tu debba darti una possibilità, anzi, darci una possibilità”. Parla guardandomi negli occhi e poggiandosi le mie mani sul suo petto. Apro la bocca per parlare ma non esce alcun suono. Ho di nuovo il respiro corto. Lo guardo e con una mano gli accarezzo il viso. Scuoto la testa e poi me ne vado su in camera senza voltarmi indietro. Che cogliona! Lui mi piace e anche tanto. Non avessi questa maledetta paura di soffrire ancora, lui sarebbe l’uomo ideale. La mia esatta metà. Scoppio in lacrime una volta nel mio letto. Vorrei tanto andare da lui e amarlo come merita. Ma io sono ancora capace di amare? E se poi dovesse andare male? Mi giro e rigiro tra le coperte. Ecco, un’altra notte insonne. Mi alzo per andare giù a bere un po’ d’acqua immaginando che ormai anche lui sia nella sua stanza. Quando arrivo alla fine delle scale sento delle voci. Alex, Ethan e Matt stanno parlando davanti al camino. Sento il mio nome quindi mi nascondo per ascoltare. Lo so che non si fa! “Alex tu sai cosa ha passato Candice con quel coglione di Marc. Credimi, io c’ero ed era devastata. E’ una ragazza straordinaria quanto lo sei tu. Non ti consiglio di insistere ma… non mollare!” Strano sentire parlare dei ragazzi di certi argomenti. “Concordo con lui Alex. Candice secondo me si sta innamorando ma ha paura di ammetterlo a sé stessa”. Aggiunge Matt. “Che cazzo dai! Si vede che vi amate. Oltre la chimica che tutti abbiamo notato. Avete quel qualcosa che vi attira l’uno all’altra. Susan mi ha detto che stamattina era terrorizzata dall’idea che ti potesse succedere qualcosa. E una persona che prova questo, non lo prova perché rischia di non rivedere il suo scopamico”. Sempre molto delicato Matt. Mi viene da sorridere ascoltandolo. Resto acquattata in fondo alle scale e continuo a spiare la loro conversazione. “Non mi arrenderò. La voglio nella mia vita”. Afferma Alex dopo un po’. Il tutto seguito da esclamazioni di vittoria da parte degli altri due. Stanno per alzarsi e quindi scappo in camera mia. E adesso che faccio? Cosa gli dico? Come devo comportarmi? Non voglio perderlo ovviamente. Anche io lo voglio nella mia vita. In mezzo a tutti questi pensieri e continuando a rigirarmi nel mio letto, alla fine mi addormento.
Vengo svegliata da forti rumori. La bufera di neve è arrivata e il vento soffia come non mai. Dopo una doccia, mi vesto e scendo al piano di sotto dove trovo Alex, Susan e Matt.
“Buongiorno!” Esclama con un sorriso Susan vedendomi arrivare. Matt si unisce al saluto e dopo pochi secondi anche Alex si volta e con un mezzo sorriso mi da il buongiorno. Ricambio anche io e mi avvicino per farmi un caffè. Trovandomelo davanti in tuta intento a sorseggiare il suo caffè, ho un brivido. Dio quanto è bello! Ed ecco che ricompaiono i pensieri della notte appena passata. Cosa gli dico? Dopo un po’ arrivano Eleonor e Ethan e tutti insieme facciamo colazione parlando del più e del meno. Ogni tanto becco Alex a fissarmi e gli sorrido. Dopo colazione ognuno si dedica a qualcosa. Matt e Susan vanno nella sala palestra. Ethan installa la playstation nella grande tv del soggiorno ed Eleonor legge un libro sul divano davanti al camino. Alex sistema in lavastoviglie le cose della colazione. E io sto ferma come una cretina in mezzo alla stanza cercando le parole giuste da dire ad Alex. Quando lui finisce mi passa accanto sorridendomi e andando verso le scale. Ora o mai più!
“Hai qualcosa da fare adesso?” Gli chiedo con una voce che mi risuona strana, quasi emozionata e imbarazzata. “No, vado solo in camera mia a sistemare i vestiti”. Mi risponde girandosi verso di me. “Posso venire con te? Magari ti do una mano.” Lui annuisce stupito e vedo Ethan e Eleonor che mimano un applauso e gesti di esultazione. Scuoto la testa sorridendogli e seguo Alex. Arrivati in camera sua, chiude la porta e senza dire nulla inizia a piegare al sua biancheria. Mi avvicino a lui e lo aiuto cercando di collegare bocca e cervello e dire qualcosa di sensato. “Io… io ti devo dire una cosa”. Sussurro. “Che non so piegare i boxer? Lo so, sono negato per queste cose”. Risponde ridacchiando. Leggo però sul suo viso un po’ di timore. Voleva sdrammatizzare una situazione non chiara probabilmente. Rido anche io e gli prendo i boxer dalle mani. “Faccio io, tu siediti qui e ascolta perché non so cosa sto per dire. Cioè lo so ma non so come uscirà quindi parlo mentre faccio qualcosa e tu ascolti senza interrompermi”. Gli dico nervosamente facendogli cenno di sedersi sul letto mentre io piego la sua biancheria. Lui si siede e mi guarda. Sento il suo sguardo su di me. Terrorizzato, speranzoso, confuso. Lo avverto. “Credo che, cioè non credo, so che l’amore è una cosa bella. E’ il motore della vita di un individuo. Pensavo di averlo trovato ma mi sbagliavo e tutto il mondo mi è crollato addosso, tutte le mie convinzioni, tutto quello in cui credevo. Tutto è stato soppiantato dalla paura e dall’odio per questo sentimento. Ma…” Mi fermo per prendere fiato perché le parole mi sono uscite dalla bocca alla velocità della luce. Mi siedo accanto a lui e gli prendo le mani. Non riesco però a guardarlo negli occhi. Lui mi solleva il mento con la mano e mi costringe a guardarlo. “Ma?”. Mi chiede.
“Ma è giusto darsi una possibilità. E’ giusto non reprimere le emozioni. E con te... sento che posso”. La voce rotta dalle lacrime che provo a trattenere con tutte le mie forze. Lui sorride. Si apre in un sorriso felice, gli sorridono anche gli occhi. “Mi stai dicendo che possiamo stare insieme? Che vuoi provare a stare con me sul serio?”. Mi chiede con un tono che urla speranza. Annuisco decisa abbassando di nuovo lo sguardo. “Sì. Ti sto dicendo questo. Però a una condizione: le cose devono andare piano, con calma, a piccoli passi. Io ho bisogno di tornare a fidarmi dell’amore e di un uomo”. Gli dico tornando a guardarlo. Alex mi attira a sé stringendomi in un abbraccio. “Tu non sai quanto mi rende felice sentire questo. Io so che ti amo e ti prometto che mai, in nessun modo, ti farò soffrire. E sì, rispetto i tuoi tempi. Tutto il tempo che vuoi. Avrò modo di provarti che di me ti puoi fidare”. Appoggio la testa nell’incavo del suo collo e finalmente mi rilasso. Cazzo se lo amo… mi sono innamorata anche io ma non posso dirglielo, ancora non ci riesco. Ci baciamo dolcemente e non ci rendiamo conto di quanto tempo è passato da quando siamo saliti in camera sua fino a quando non sentiamo bussare. Sentiamo Susan dire ‘ma che cazzo fai? Staranno parlando e tu bussi?’ E Matt aggiungere ‘E’ ora di pranzo e poi… voglio sapere!’ Io e Alex ci guardiamo e scoppiamo a ridere. Era qualche giorno ormai che non sentivo Alex così allegro… era colpa mia. Ci alziamo e apriamo la porta. Troviamo tutti e quattro fermi a cercare di sentire qualcosa. “Noi ecco, noi volevamo solo… il pranzo. E’ ora di pranzare se… se vi va”. Dice Ethan imbarazzato. “Ma che pranzo e pranzo? Noi vogliamo sapere come stanno le cose!” Esclama Eleonor prendendosi una gomitata da parte di Ethan. Sono i nostri migliori amici, hanno sempre fatto il tifo per noi e avevano già capito che tra noi c’era qualcosa in più dell’attrazione fisica. “Abbiamo deciso di stare insieme, sul serio”. Dico solennemente tra le urla generali. Le ragazze mi prendono per mano per portarmi di sotto a raccontare come era andata e lo stesso fanno i ragazzi con Alex. “Sono felice di aver preso questa decisione. Tengo tanto a lui”. Dico alle mie amiche dopo aver raccontato tutto. “Ma va? Solo tu non lo avevi capito! E un giorno riuscirai a dirgli che lo ami, perché tanto si vede!” Mi dice Susan abbracciandomi. Dopo poco ci raggiungono gli altri. Matt e Ethan si avvicinano e mi danno un bacio sulle guance. Gli sorrido felice. Felice? Io? Davvero mi sento felice cavolo! Non credevo potesse accadere di nuovo.
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